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UEG

Il Presidente Nazionale
Guido Falgares
Via Terrasanta, 106 - 90141 Palermo
091346008 – 3470374196
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A tutti i Soci della U.E.G.
E’ con   vero piacere che ho accettato   questo incarico.
Fare parte della Ueg è un  motivo di orgoglio, realizzare un sogno bellissimo: coniugare cultura, vino e gastronomia.
Diceva Goethe, in suo saggio giovanile, che soltanto "un buon piatto, un buon vino" e/o "una buona compagnia" sono in grado di approssimare l'uomo alla felicità.
Egli intendeva porre l'accento almeno su tre aspetti.

Il primo, che la felicità, come condizione esistenziale, è solo approssimabile (agognabile) e non certo raggiungibile.
Il secondo, che la felicità, per definizione, è "relazionale", cioè intersoggettiva. Ci si approssima ad essa solo attraverso l'altro.
Infine, e siamo al terzo aspetto,  che il cibo, il vino sono prima di tutto operatori psichici e culturali, sistemi simbolici capaci di organizzare rapporti, reciprocità, relazioni, storie. Sono creazioni culturali dell'uomo come lo è il sogno, il mito, l'arte e altro ancora. 
Il cibo, il vino, intesi come espressioni artistico-culturali di grande rilievo, possono, attraverso il nostro impegno, diventare veicolo di scambio, di conoscenza reciproca. Basti pensare al nostro desiderio di riunirci nelle diverse regioni d'Italia, per conoscerne il patrimonio storico-artistico-culturale, indipendentemente se siamo al sud, al nord o chissà dove. Ed è come se dimenticassimo da dove veniamo, le nostre origini, ma solo per fonderle con quelle di altri.
E allora il nostro Gran Convegno diventa un giorno di festa che è sottolineato dalla Cerimonia di Intronizzazione (il giuramento bacchico, il tralcio di  vite, il collare) e cioè da  simboli  e formule  che possono sembrare di folklore e sono invece espressioni storico-culturali di tradizioni che affondano le loro radici nei “corpora o collegia” del Diritto romano.
Ma dovremo essere presenti tutti ! ! !
Dovremo esserci per guardarci, parlarci, confrontarci, mettere a disposizione l’un l’altro quel bagaglio di tradizione storica e culturale che è patrimonio di tutti noi.
Dovremo esserci come  un insieme di individui che, in accordo fra loro, debbono avere come guida il sentimento di appartenenza.
E proprio per questo sarà  necessario che ognuno di noi faccia un piccolo, o grande, passo indietro. Senza la preoccupazione che un atto di così grande intelligenza, cultura, coraggio e civiltà venga considerato un cedimento o un’ammissione di colpa.
Il primo Club Rotary fu fondato a Chicago  il 23 febbraio 1905 dall'avvocato Paul P. Harris, dove egli tenne la prima riunione con i suoi amici Sylvester Schiele un commerciante di carbone, Gustav E. Loehr un ingegnere minerario e Hiram E. Shorey un sarto. I quattro provenivano da diverse nazioni, appartenevano a diverse confessioni religiose e rappresentavano diverse professioni. Lo scopo dichiarato del club era dunque una sincera amicizia tra i soci.
L'UEG è nata con l'intento di proporre e diffondere la cultura enogastronomica in un modo partecipato e accessibile a tutti, ripeto a tutti.
La possibilità che viene data, dal nostro Statuto, al Presidente nazionale della UEG (eletto a maggioranza dalla Assemblea dei soci) è unica: essere eletto e creare una propria squadra di governo.
Un modello di democrazia unico, eccellente, c’è un ma…: bisogna che il Presidente sia un convinto democratico. Io lo sono e penso, spero di avere il carattere, il temperamento e la personalità necessarie per una Presidenza che coinvolga tutte le componenti della Associazione.
Il nostro sarà un percorso culturale-formativo; si può non essere d’accordo sul tipo di percorso culturale-formativo e questo dovrà essere oggetto di un dibattito, di un dialogo che utilizza lo strumento critico della confutazione applicandolo all'esame in comune  dei concetti.
Cercherò sempre di anteporre il bene  dell’Associazione: i momenti di tensione, comunque determinati e talvolta da critiche non sempre opportune, vanno immediatamente stemperati.
Svolgerò una azione di coordinamento e di indirizzo di tutte le energie verso un obiettivo comune: sviluppare la competenza dei soggetti interni ed esterni all’organizzazione ad amare, apprezzare, vivere l’esperienza personale, psicologica, olfattiva del cibo e del vino. 
Per far ciò è opportuno creare un ambiente nel quale le energie necessarie per la condivisione e la realizzazione di questa visione, non vadano inutilmente sprecate.
“In questo secondo decennio di vita l’ U.E.G. è divenuta sempre più numerosa con la nascita di nuove delegazioni e questo grazie all’opera di quanti hanno a cuore il nostro club e gli dedicano tempo ed energie” (come ha scritto in altra occasione A. Grando); colgo l’occasione a tal proposito per porgere vivi ringraziamenti a Luciano Franchi e a Nino Masella che si sono dimostrati molto attivi nella realizzazione di nuove ed interessanti Delegazioni.
Per far parte della Unione Europea dei Gourmets non si richiede un percorso formativo enogastronomico già effettuato, si richiedono soltanto dei parametri di appartenenza alla Società Civile e cioè ad associazioni che rappresentano il mondo del lavoro, a gruppi che condividono un medesimo interesse.
Sta a noi, i “Vecchi”, sviluppare tali competenze.  
Il nostro club deve crescere territorialmente e ciò deve sempre obbligarci a mettere a fuoco l’importanza dei nuovi contesti sociali e culturali da cui originerà la nostra  prossima esperienza enogastronomica e culturale, i punti di forza o debolezza di tali contesti, i problemi che ci hanno spinto a progettare l’esperienza che si vuole superare/migliorare.
La visibilità e la diffusione del progetto saranno gli elementi chiave in una ottica di scambio e confronto allargato.
E allora il nostro club non sarà più il giocattolo/passatempo attorno a cui riunire i soci per vivere un contesto enogastronomico privo, però, di una qualsiasi progettualità.
In questi dieci anni abbiamo realizzato cose belle e raccolto riscontri significativi, ma non basta sentirci speciali per esserlo fino in fondo. Possiamo e dobbiamo scrivere in modo fruibile senza perdere l’originalità e la profondità che fanno durare i nostri articoli e i nostri eventi. Cercare con maggiore perseveranza gli argomenti che toccano le parti sensibili dei temi a noi cari, il vino e il cibo, le persone e l’arte. Essere più vicini ai luoghi del vino e del cibo, in modo da comporre eventi, manifestazioni autorevoli e contributi monografici. Queste azioni ci aiuteranno ad allargare la nostra comunità, evitandoci l’isolamento così irresistibile quando si è minoranza. Luciano, Franca, Romano, Nino (in occasione dei vostri eventi)  ascoltare gli interventi delle Istituzioni, dei relatori, degli intervenuti e percepire dalle loro parole l’apprezzamento e la gratitudine per quanto avete ideato, per come avete impostato l’evento, per il taglio che avete impresso all’attività svolta da voi in prima persona,per come avete centrato l’obiettivo anche in prospettiva futura, mi fornisce un’ulteriore conferma della giustezza di quanto ci siamo sempre venuti dicendo, considerando l’importanza dell’Associazione ben al di là di una sia pur gradevolissima esperienza conviviale, proiettandovi con entusiasmo in progetti di sviluppo e crescita associativa.
Avendo oggi acquisito una discreta esperienza nel mondo del marketing e della comunicazione, comprendo perfettamente l’impegno di tempi, ma ancor più di competenze e di sensibilità, indispensabile per organizzare e svolgere un evento così ampio, coinvolgendo istituzioni, opinion-leaders, produttori, estimatori ed anche per essere riusciti ad ottenere tanta attenzione che solo un evento perfettamente “centrato” è in grado di ottenere. E quindi complimenti per aver  ben capito l’importanza di svolgere, in questa ottica e con questi strumenti, un evento così prestigioso ed al contempo divulgativo, con
positivi riverberi anche sul vissuto e sull’immagine dell’Associazione tutta.
Auspico che questa visione di evoluzione progettuale e strategica sia ampiamente condivisa e che si possa procedere su questa costruttiva strada, da me già percorsa da molti anni, che la vostra intensa attività in senso lato vuole continuare a tracciare.
Da parte mia vi prometto un impegno  concreto a servizio della Associazione.
Essere presenti, essere semplici, avere capacità di critica e di sintesi sono messaggi chiari che richiedono la mia e la vostra disponibilità ad entrare nell'ottica della Ueg per  dei progetti  per i quali vale la pena impegnarsi.
I ringraziamenti istituzionali
Non posso, innanzitutto, esimermi dal ringraziare l’amico Gioacchino Furitano che tanti anni fa mi ha voluto tra i soci.
Ringrazio chi mi ha preceduto in questo incarico.
Il sig. Giacomo Cosentino
Il Past President sig. Angelo Grando; caro Angelo l’ Associazione ha bisogno di te ed io soprattutto per la tua alta competenza enogastronomica; mi auguro che tu voglia condividere quest0  percorso, sarai il benvenuto.
Ringrazio e credo anche tutti voi il sig. Giampaolo Marinelli perché, nei tanti anni trascorsi nel Consiglio Direttivo, ha portato la sua competenza, la sua esperienza e ha mostrato un grande attaccamento all’Associazione.
Ringrazio il Custode del nostro Tesoro il  sig. Emilio Volpe per la sua professionalità, ma soprattutto per la sua pazienza e spesso in circostanze  difficili; “la pazienza è la virtù dei forti”.
Ringrazio l’Editore del “Gourmet” il sig. Mauro Marelli: la qualità c’è tutta, forse la quantità lascia un po’ a desiderare. Mauro è certamente difficile il tuo lavoro: le pressioni per la pubblicazione dei nostri articoli, il grafico, il tipografo, i francobolli da appiccicare, la spedizione.
Ringrazio il sig. Gaspare Mazzara Consulente Giuridico e anche Custode dell’Archivio e cioè di una struttura che raccoglie e conserva i documenti originali della Associazione e ne assicura la consultazione.
Ringrazio la sig.ra Franca Cantergiani Bettini per la sua attività di coordinatrice nazionale.
Ringrazio e credo tutti voi, il sig. Luciano Franchi per il contributo dato alla stesura del nuovo Statuto.
Ringrazio tutti i Delegati Territoriali
Ringrazio tutti i soci che mi hanno voluto come Presidente della UEG.
Il mio ringraziamento, che è certamente interprete del vostro, al sig. Nino Masella e alla sua squadra per la perfetta organizzazione del Convegno e alla Regione Basilicata per la particolare attenzione nella accoglienza, per la scelta dei piatti tipici  e per la bellezza dei luoghi.
Siamo alle raccomandazioni.
“Essendo un terrone e per giunta sordo e parlando alcuni di voi il dialetto della polenta o altri della crusca” ho qualche difficoltà a comprendere quanto mi si dice per telefono e ciò può essere causa di incomprensioni e di malumori per delle informazioni e/o autorizzazioni che mi vengono chieste e che io posso non aver capito o fraintendere. Pertanto vi prego, specie per gli argomenti di un certo rilievo, di contattarmi solo per lettera o per e-mail.
Per quanto riguarda la nostra rivista il Gourmet io non contesterò a-priori il contenuto di un articolo, mi servirò del numero successivo per una eventuale critica  o un percorso che sia più costruttivo.
Come Presidente della Ueg, dal  9 maggio 2010 sono responsabile di tutto ciò che dipende dalle funzioni collegate alla carica e quindi anche del sito;  è dunque necessario che io sia a conoscenza di quanto viene trascritto  e ciò non solo per motivi programmatici ma soprattutto per la correttezza, formale e sostanziale, di un articolo che  potrà essere letto da migliaia di persone che trarranno un giudizio sulla nostra Associazione.
Per l’ intronizzazione, “anche se irrituale e fuori ordinanza”, raccomando un abbigliamento consono all’evento.
La nostra è una associazione di volontari, molti di noi sono forniti di computer e di relativa stampante; dobbiamo utilizzare questi strumenti per le nostre attività associative e  metterli  a disposizione di chi non ne è fornito. Ciò permetterà un opportuno risparmio per le casse della Tesoreria.
E infine sottolineo che dobbiamo essere espressione di sobrietà e di misura qualunque sia il luogo e l’occasione di riunione; dobbiamo il massimo rispetto nei confronti di chi collabora o di chi è chiamato alla riuscita di un evento o di una conviviale, e ciò  dai componenti di sala e di cucina alla struttura e alla composizione del pranzo o della cena.


Grazie                                                 
Guido Falgares

 
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